Giuseppe Migliore - Avvocato Penalista Roma

Come fare per


Dopo l'Elezione di Domicilio Cosa Succede? E cosa Fare?

Può accadere di ricevere una convocazione da parte della Polizia o dei Carabinieri o della Guardia di Finanza che invita a presentarsi presso i loro uffici con riferimento ad un processo penale.

Spesso in tali casi non si è neanche a conoscenza di essere sottoposti ad un procedimento penale e quindi è comprensibile essere preoccupati e soprattutto domandarsi cosa fare e come comportarsi; altra informazione che si vorrebbe avere in un’ipotesi del genere è di sicuro quella relativa a quali diritti spettino al cittadino e cosa possano o non possano fare le Forze dell’ordine.

Innanzitutto è bene rimanere tranquilli: di certo se le Forze dell’ordine dovessero eseguire gravi provvedimenti contro un soggetto (ad esempio arrestandolo) non lo convocherebbero bonariamente nei loro uffici, ma agirebbero diversamente.

Se in precedenza non si abbia mai avuto notizia di essere sottoposti a procedimento penale allora nella grande maggioranza dei casi la convocazione da parte dei Carabinieri o della Polizia avrà come scopo solo quella di effettuare una cosiddetta “elezione di domicilio” e di notificare un’informazione di garanzia (meglio conosciuta come “avviso di garanzia”).

In sostanza con tali atti l’Autorità porta a conoscenza il soggetto indagato del fatto che è sottoposto ad un’indagine o a un processo penale, informandolo altresì di quelli che sono i diritti e le garanzie che la Legge gli attribuisce in tale veste; inoltre al soggetto verrà chiesto di nominare un proprio difensore di fiducia e di indicare in quale luogo preferisce che siano recapitati, da quel momento in poi, gli atti giudiziari del procedimento penale.

Come è agevole intuire si tratta di adempimenti che da un lato costituiscono dei cosiddetti “atti dovuti”, ed inoltre sostanzialmente sono fatti a tutela del soggetto accusato di un reato, che da quel momento prenderà conoscenza dell’esistenza del procedimento penale contro di lui e potrà quindi iniziare a difendersi.

Una cosa importante da sapere qualora si venga convocati dalle Forze dell’ordine in merito ad un reato di cui si è accusati è che in tale caso non si potrà essere obbligati a rispondere a domande sui fatti, o a subire un interrogatorio.

Infatti per la Legge italiana un individuo accusato di un reato ha sempre il diritto di non rispondere a domande che vertano sui fatti che gli sono contestati, ed inoltre, in assenza del suo avvocato difensore, ogni eventuale risposta fornita sul punto sarebbe colpita da una sanzione di inutilizzabilità assoluta nel futuro processo a carico dell’imputato.

In ogni caso, qualora in un’ipotesi del genere la “curiosità” delle Forze dell’ordine le spinga a cercare di ricevere informazioni dal soggetto accusato di un reato, sarà sufficiente mostrare di conoscere perfettamente i propri diritti e la Legge italiana sul punto senza cedere ad eventuali richieste in tal senso.

Sicuramente la prima cosa da fare nel caso in cui si venga convocati dalle Forze dell’ordine in relazione ad un’indagine penale è quella di mettersi in contatto con un avvocato penalista, esperto cioè nel campo del diritto penale e quindi dei processi penali, il quale certamente potrà fornire i migliori ragguagli, e soprattutto informare il soggetto in maniera preventiva dei propri diritti e delle garanzie che gli sono riconosciute dalla Legge.

Contattando subito un avvocato esperto in diritto penale si potranno evitare errori o “passi falsi” che potrebbero poi pesare negativamente nel futuro processo penale, ed iniziare quindi sin da subito a difendersi in maniera adeguata effettuando le migliori scelte sotto la guida del proprio legale.